SHOAH - L'Olocausto degli Ebrei
Un sito antifascista
Ultime notizie e aggiornamenti



Hai già letto la scheda di approfondimento dedicata alla Palestina?
C'è un momento storico, ovvero la storia della Palestina dai primi
del '900 a oggi; e c'è un momento contemporaneo,
la Palestina oggi nelle realtà di Gaza e della Cisgiordania.
Gennaio 2013: cinque i civili palestinesi uccisi dai soldati israeliani
di B'Tselem
(4 febbraio 2013). Fonte: B'Tselem
Gennaio 2013: cinque i civili palestinesi uccisi dai soldati israeliani

Traduzione in italiano per Shoah-Nakba. (db).


Nel gennaio del 2013 i soldati israeliani hanno colpito mortalmente quattro palestinesi in Cisgiordania e uno nella Striscia di Gaza. In un altro caso, un palestinese è stato colpito a morte nei pressi della recinzione militare al confine tra la Striscia e Israele, in circostanze ancora poco chiare. I militari negano il loro coinvolgimento in quest'ultimo episodio.

Secondo le indagini preliminari condotte da B'Tselem, sui cinque casi in cui l'esercito israeliano ha ammesso la propria responsabilità, le persone uccise erano tutte disarmate e non rappresentavano un pericolo per i soldati.

11 gennaio 2013: Anwar al-Mamluk, 20 anni, del quartiere a-Shuja'iyeh di Gaza, ucciso da soldati nei pressi del recinto militare al confine tra la Striscia di Gaza e Israele.

12 gennaio 2013: 'Udai Darwish, 21 anni, di Dura, distretto di Hebron, ucciso da soldati dopo aver attraversato il Muro in Israele. Stava andando a lavorare.

15 gennaio 2013: Samir 'Awad, 17 anni, del villaggio di Budrus, distretto di Ramallah, ucciso dai soldati accanto al Muro nei pressi di Budrus.

18 gennaio 2013: Saleh al-'Amarin, 15 anni, del campo profughi al-'Aza, nel distretto di Betlemme, colpito mortalmente dai soldati israeliani.

23 gennaio 2013: Lubna al-Hanash, 21 anni, di Betlemme, colpita mortalmente da soldati israeliani vicino alla Strada Principale 60.

Secondo le regole di ingaggio è proibito sparare verso persone la cui più grande minaccia è il lancio di sassi, tranne in casi di reale e immediato pericolo di vita. Contro le sassaiole e episodi di più larga scala, le forze militari hanno a loro disposizione misure di controllo della folla che non dovrebbero essere letali se utilizzate nei modi previsti. L'esercito è addestrato a gestire questi episodi, ed è capace di operare in queste condizioni senza far partire colpi mortali.

A partire dall'aprile del 2011, a ogni assassinio in Cisgiordania di un palestinese estraneo alle ostilità è seguita l'apertura di un fascicolo da parte di un'unità investigativa interna alla Polizia israeliana. Così, sono stati aperti quattro fascicoli in tutti i casi di omicidio commessi nella West Bank. Secondo le informazioni di B'Tselem, nessuna indagine è stata avviata sulla morte di Anwar al-Mamluk (Gaza).

B'Tselem sta monitorando le indagini e sottolinea che, oltre a indagare sulle circostanze di ciascun evento, gli investigatori devono anche esaminare le direttive scritte e orali impartite ai soldati coinvolti. Gli investigatori devono confermare che i soldati sono stati chiaramente informati del fatto che i colpi di arma da fuoco sono consentiti solo in casi eccezionali di pericolo, immediato e mortale, e che sparare in qualsiasi altra circostanza è inaccettabile e illegale. Se emerge che i soldati sono stati istruiti diversamente, devono essere prese idonee misure contro i responsabili.

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.