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C'è un momento storico, ovvero la storia della Palestina dai primi
del '900 a oggi; e c'è un momento contemporaneo,
la Palestina oggi nelle realtà di Gaza e della Cisgiordania.
2012: le violenze israeliane su bambini e ragazzi palestinesi
di Defence for Children
(2 febbraio 2013). Fonte: Defence for Children
2012: le violenze israeliane su bambini e ragazzi palestinesi

La sezione palestinese dell'organizzazione non governativa "Defence for Children International" ha da poco pubblicato un bollettino, aggiornato a dicembre, che ha il merito di riassume le violenze commesse da Israele verso bambini e ragazzi palestinesi nel corso del 2012.

Ne segue una traduzione in italiano per Shoah-Nakba. (db).


2012: PANORAMICA

Nel 2012, 39 bambini e ragazzi sono stati uccisi da attacchi aerei israeliani su Gaza, 33 dei quali nell'ambito dell'operazione militare "Pilastro di difesa", scattata il 14 novembre 2012.

Durante questa offensiva più di 400 minori sono stati feriti, e due sono stati uccisi da razzi palestinesi fuori traiettoria, mentre un ragazzo è rimasto ucciso nel "partecipare" alle ostilità.

Nel corso del 2012, Defence for Children International ha documentato 42 casi di violenza da parte dei coloni contro bambini e ragazzi nei Territori Palestinesi occupati. Le autorità israeliane hanno costantemente fallito nella prevenire tali violenze o nell'adottare misure di condanna verso i coloni per le loro azioni.

Sempre nel 2012, nove ragazzi sono stati arrestati mentre pescavano nelle acque di Gaza, all'interno dei nuovi limiti di navigazione imposti dalle autorità israeliane. Due di questi arresti sono stati compiuti a dicembre (uno aveva 14 anni, un altro 17).

Nel dicembre del 2012, a seguito del riconoscimento alla Palestina della soggettività di Stato non-membro delle Nazioni Unite, Israele ha annunciato la prevista espansione degli insediamenti un un'area contesa di Gerusalemme Est e ulteriori 5.500 unità abitative a Betlemme.

A Febbraio, due ragazzi di Beit Ummar sono stati utilizzati come scudi umani e feriti dall'esercito israeliano mentre venivano arrestati. I soldati hanno usato i ragazzi per proteggersi dal lancio di pietre degli abitanti del villaggio palestinese.

Il 16 agosto 2012, giovani israeliani hanno provocato due incidenti causando il ferimento di ragazzi palestinesi: un tentativo di linciaggio a Gerusalemme Ovest e il lancio di una molotov contro un'auto in Cisgiordania. I ragazzi che hanno lanciato la molotov sono stati rilasciati. Questi casi evidenziano come le autorità israeliane applicano sistemi giuridici diversi basati su criteri razziali o di nazionalità.

(Numero di bambini e ragazzi palestinesi uccisi da soldati e coloni israeliani nei Territori occupati)

dal 2000 al 2012: 1.395
2000: 94
2001: 98
2002: 192
2003: 130
2004: 162
2005: 52
2006: 124
2007: 50
2008: 112
2009: 315
2010: 8
2011: 15
2012: 43


DICEMBRE 2012 - UN CASO DI SPECIE

Il 26 dicembre 2012 un bambino di 12 anni di Yatta (Hebron) è stato ferito, colpito da un candelotto lacrimogeno sparato da un soldato israeliano.

Mohammad ha 12 anni, vive a Yatta e studia alla scuola per ragazzi del suo paese.

Verso le 15:00 del 26 dicembre, Mohammad è nella sua stanza e sente persone correre in protesta all'ingresso dei soldati israeliani nel villaggio. Mohammad decide di uscire e unirsi ai suoi compagni, e ricorda che i soldati israeliani si stavano dirigendo verso la moschea per arrestare un abitante del villaggio, circa 100 metri a nord ovest di casa sua. Mohammad vede allora 10 jeep militari e decine di soldati dispiegati nella zona. Molti giovani lanciano pietro contro di questi.

"Ho notato che uno dei soldati era sul tetto di una delle case dove le jeep erano parcheggiate. Avevo paura perché mi stava guardando. Sono scappato subito. Ho corso per circa tre metri e poi sono stato colpito da un lacrimogeno sulla parte sinistra della testa".

Mohammad ricorda di essere caduto a terra, e soccorso da un giovane che lo ha aiutato a spostarsi e appoggiarsi in un muro dove non poteva essere individuato dai soldati.

"Stavo perdendo l'equilibrio ed avevo davvero paura".

Dopo essersi accertato che i soldati non lo stavano cercando, Mohammad torna a casa. Sua madre, preoccupata per la condizione del figlio, chiama il papà di Mohammad per portare il ragazzo in ospedale. Arriverà un'ora dopo all'ospedale Abu Hasan Qasem di Yatta, con l'auto di un vicino. 
I medici decidono di trasferirlo all'ospedale Aliya dove è stato sottoposto a trattamenti di pronto soccorso e radiografia. Un'ora e mezzo dopo è stato trasferito all'ospedale di Al Mezan, nella vicina Hebron. Qui è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva e dimesso tre giorni dopo.
Il giorno seguente Mohammad denuncia spasmi e viene riportato all'ospedale di Aliya dove ha trascorso due giorni, ricevendo ulteriori trattamenti.

"Adesso sono a casa ma ancora sotto osservazione e in cura. Non ho potuto dare i miei esami finali a causa del mio infortunio, e mio padre dice che parlerà di questo con i miei insegnanti".

(14 gennaio 2013)


IN EVIDENZA

Offensiva su Gaza

La violenza tra palestinesi e forze armate israeliane scoppiò a seguito dell'attacco aereo israeliano del 14 novembre 2012 che ha ucciso Ahmed Jabari, un leader di Hamas a Gaza.
Secondo le Nazioni Unite, durante gli otto giorni di violenza (14-21 novembre 2012) 158 palestinesi e 6 israeliani sono stati uccisi. Defence for Children ha confermato che in otto giorni sono stati uccisi da Israele 33 bambini e ragazzi palestinesi. […] In totale, 36 bambini sono stati uccisi durante l'offensiva di novembre, il 23% di tutti i decessi. Il più giovane, di appena nove mesi, è stato ucciso da un attacco aereo israeliano mentre dormiva nella camera da letto dei suoi genitori.
Non bisogna dimenticare che bambini e ragazzi non erano e non saranno immuni agli episodi di violenza israeliana, prima e dopo l'offensiva militare su Gaza. […]

 

L'impatto psicologico dell'offensiva su Gaza

I bambini di Gaza sono stati segnati dalla violenza degli otto giorni di offensiva, come riporta uno studio UNICEF. I risultati dello studio dimostrano che tutti i bambini di tutte le aree di Gaza hanno subìto l'impatto dell'assedio.
Molti sono stati diretti testimoni di bombardamenti e attacchi aerei che hanno distrutto la proprio casa o il proprio quartiere. Molti bambini hanno visto scene di morte e corpi smembrati, e le immagini in televisione. Molti bambini hanno assistito o hanno subìto l'uccisione di persone a loro vicine.
L'80% dei bambini che hanno vissuto l'operazione "Pilastro di Difesa" ora continuano a sentire forti rumori. La maggior parte di loro ha anche la paura di poter essere uccisi, quando sono soli, in casa o quando escono.
La maggior parte dei minori riferisce un senso di insicurezza, di stordimento, rabbia, eccessivo nervosismo, tensione mentale e difficoltà di concentrazione. 
Quasi tutti i bambini riferiscono di dormire "aggrappati" ai propri genitori, con disturbi del sonno e cambiamenti nel loro appetito. Rispetto ai giorni precedenti l'offensiva, molto più frequenti sono gli episodi di pianto, così come dolori fisici e sensazioni di malessere. I più alti livelli di intensità di questi sintomi sono stati registrati tra quei bambini le cui case sono state distrutte o danneggiate. 

Inoltre, per i bambini di Gaza non è possibile concentrarsi a scuola (almeno 136 scuole e asili sono stati danneggiati). In alcune scuole le pareti dell'aula sono state distrutte, i vetri sparsi nei cortili, e i crateri prodotti dalle bombe sono un nuovo elemento del circostante.
I bambini hanno paura, non si sentono al sicuro quando sono nelle aule e quando camminano per le strade. Alcuni hanno riferito di non andare in bagno da soli perché temono un attacco aereo. 

Nourhan salta ogni volta al rumore di una macchina che passa: "Sembra un missile che cade".

 

La versione integrale e in inglese del bollettino può essere consultata qui.

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.