SHOAH - L'Olocausto degli Ebrei
Un sito antifascista
I campi di concentramento e di sterminio del Terzo Reich
Campi di concentramento e sterminio



I LAGER

Il campo di sterminio di Chełmno

Il campo di sterminio di Chelmno, situato a 70 km dalla cittadina di Lodz (Polonia occupata), fu il primo campo finalizzato esclusivamente allo sterminio dei deportati. Comandanti delle SS a Chelmno furono, in momenti diversi, Herbert Lange e Hans Bothmann.
Il campo, operativo dalla fine del 1941, non era servito da strutture fisse per la gassazione degli internati (come a Belzec e, poi, a Birkenau).



L'architettura operativa del campo, secondo una testimonianza resa da Adolf Eichmann, era banalmente crudele: trasferiti i prigionieri (perlopiù dal ghetto della vicina Lodz), ufficiali delle SS spiegavano loro che il campo di Chelmno - costituito da un vecchio maniero (il "Castello") e da altre proprietà terriere - era funzionale solo al transito dei deportati verso altre strutture concentrazionarie della Polonia, per l'avvio ai lavori forzati. Prima del trasferimento, ufficiali delle SS travestiti con camici bianchi richiedevano però che i deportati si sottoponessero a "disinfestazione". Nudi all'interno del "Castello", i prigionieri erano così condotti all'interno di autocarri rivestiti. Ultimato il carico (massimo 60-70 unità) le porte venivano sigillate. Lì intrappolati, trovavano la morte per monossido di carbonio in 10-20 minuti.



Chelmno, primo campo di sterminio del Terzo Reich, non disponeva da subito di forni crematori: per lo "smaltimento" dei cadaveri si utilizzavano fosse comuni preventivamente scavate nella vicina area boschiva.
Parallelamente a quanto stava accadendo nel campo di sterminio di Belzec, dalla primavera del 1942 venne dato ordine di non utilizzare più fosse comuni, perché il terreno era già saturo e perché iniziavano ad alzarsi odori tipici del processo di decomposizione. Di lì, lo "smaltimento" fu per incenerimento.
Testimonianze di sopravvissuti a Chelmno descrivono oggi l'inceneritore del campo come il più efficiente del Terzo Reich, capace di smaltire 5.000 corpi al giorno contro i 4.600 di Auschwitz.



Cionondimeno, nel marzo del 1943 le forze naziste decisero di chiudere il campo, ed il forno crematorio fu fatto saltare. Solo un anno più tardi, nell'aprile del 1944, il campo tornò operativo per la liquidazione del ghetto di Lodz attraverso gassazioni e fucilazioni. Chelmno fu definitivamente abbandonato il 17 gennaio 1945, a seguito dell'approssimarsi delle truppe sovietiche.



Si stima che nel primo campo di sterminio del Terzo Reich morirono tra le 180.000 e le 350.000 persone.

I campi del Terzo Reich
Arbeitsdorf
(Germania). Campo di lavoro, operativo dall'aprile all'ottobre del 1942. Vi morirono almeno 500 persone.
Auschwitz
(Polonia). Campo di sterminio e di lavoro, operativo per 1.713 giorni, dal 20 maggio 1940 al 27 gennaio 1945. Era composto da numerosi campi satellite, tra i quali è tristemente noto quello di Birkenau. Vi morirono oltre un milioni di individui.

Bardufoss
(Norvegia). Campo di concentramento reso operativo nel marzo del 1944. Morirono lì circa 250 persone.
Bełżec
(Polonia). Campo di sterminio, attivo dal marzo del 1942 al giugno dell'anno seguente. In poco più di un anno furono sterminate circa 500.000 persone.

Bergen-Belsen
(Germania). Campo di concentramento operativo dall'aprile del 1943 allo stesso mese del 1945. Solo nel 1945 morirono circa 35.000 deportati, ed altri 30.000 a seguito della liberazione del campo.
Bolzano
(Italia). Campo di concentramento e transito, operativo dal luglio 1944 all'aprile del 1945. Almeno 60 internati vi sono stati uccisi.
Bredtvet
(Norvegia). Adibito a campo di concentramento dall'autunno del 1941.
Breendonk
(Belgio). Campo di concentramento e lavoro, attivo per 4 anni (dal 1940 al 1944). Vi morirono circa 400 prigionieri.
Breitenau
(Germania). Campo di lavoro e concentramento. Nei primi anni '30 fu un campo di lavoro per il "recupero" dei prigionieri; riaperto nel 1940, come campo di concentramento, fu liberato nel 1945.
Buchenwald
(Germania). Campo di lavoro attivo dal luglio 1937 all'aprile del 1945. Vi morirono circa 50.000 internati.

Chełmno
(Polonia). Campo di sterminio attivo in due momenti: dal dicembre del 1941all'aprile del 1943, e dall'aprile del 1944 al gennaio del 1945. Si stimano che vi abbiano perso la vita almeno 200.000 deportati.

Dachau
(Polonia). Il campo di concentramento operativo per più tempo: dal marzo 1933 all'aprile del 1945. Morirono qui oltre 30.000 internati.

Falstad
(Norvegia). Campo di concentramento operativo dal dicembre 1941 al maggio del 1945. Vi morirono oltre 200 persone.
Flossenbürg
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1938 al 1945. Si contano almeno 30.000 vittime.
Fossoli
(Italia). Campo di transito operativo dal gennaio all'agosto del 1944. Vi morirono 67 internati politici.
Grini
(Norvegia). Campo di concentramento attivo dal 1941 al 1945. Vi furono rinchiusi oltre 20.000 prigionieri; sconosciuto il numero delle vittime.
Gross-Rosen
(Germania). Campo di concentramento operativo dall'agosto del 1940 al febbraio del 1945. Almeno 40.000 i caduti.
Herzogenbusch
(Paesi Bassi). Campo di concentramento e transito attivo dal 1943 al 1944. Oggi è monumento nazionale.
Hinzert
(Germania). Campo di concentramento attivo dal luglio 1940 al marzo del 1945. Si stimano almeno 300 caduti.
Jasenovac
(Croazia). Campo di sterminio, che dall'agosto del 1941 all'aprile del 1945 vide morire 700.000 deportati.
Janowska (Lwów)
(Ucraina). Campo di concentramento e sterminio operativo dal settembre 1941 al novembre 1943. dal 1939 al 1944. Sconosciuto il numero esatto delle vittime, comunque stimato attorno alle 100.000 unità.
Kaufering/Landsberg
(Germania). Campo di concentramento operativo dal 1943 al 1945. Moriraranno qui oltre 10.000 internati.
Klooga
(Estonia). Campo di concentramento che dall'estate del 1943 al settembre del 1944 vide morire oltre 2.000 deportati.
Majdanek
(Polonia). Campo di sterminio operativo per 3 anni (1941-1944), dove morirono almeno 200.000 deportati.

Malchow
(Germania). Campo di concentramento e lavoro attivo dal '43 al '45 e dipendente dal campo femminile di Ravensbrück.
Maly Trostenets
(Bielorussia). Campo di sterminio operativo dal luglio del 1941 al giugno del 1944. Vi morirono tra i 200 e i 500mila deportati.
Mauthausen-Gusen
(Austria). Uno dei campi di lavoro e sterminio più durevoli nel tempo: dal 1938 al 1945. Morirono qui circa 100.000 deportati.

Mechelen
(Belgio). Campo di transito operativo dal 1942 e funzionale al concentramento degli ebrei per il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Mittelbau-Dora
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1943 al 1945. Vi morirono almeno 20.000 internati.
Natzweiler-Struthof
(Francia). Campo di concentramento operativo dal 1941 al 1944. Vide morire circa 25.000 deportati.
Neuengamme
(Germania). Campo di concentramento attivo dal dicembre del 1938 al maggio del 1945. Morirono qui oltre 50.000 persone.
Niederhagen
(Germania). Piccolo campo di concentramento operativo per poco più di un anno (settembre 1941 - inizio 1943). Dei 3.900 prigionieri, 1.285 morirono qui.
Oranienburg
(Germania). Campo di concentramento di modeste dimensioni. Vi morirono almeno 16 internati.
Osthofen
(Germania). Campo di internamento attivo solo dal marzo del 1933 al luglio del 1934.
Płaszów
(Polonia). Campo di concentramento operativo dal dicembre del 1942 al gennaio del 1945. Degli oltre 150.000 prigionieri, persero la vita almeno in 10.000.
Ravensbrück
(Germania). Campo di concentramento attivo dal maggio del '39 all'aprile del 1945, noto per ospitare donne e bambini. Dei 150.000 deportati, ne morirono quasi 100.000.
Riga-Kaiserwald
(Lettonia). Campo di concentramento operativo dal 1942 al 1944. Circa 20.000 i prigionieri, sconosciuto il numero delle vittime.
Risiera di San Sabba
(Italia). Campo di detenzione e transito reso operativo dal settembre del 1943 al 29 aprile del 1945. Si stima che almeno 5.000 persone morirono nel campo.

Sachsenhausen
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1936 al 1945. Degli oltre 200.000 prigionieri, la metà persero la vita.
Sobibór
(Polonia). Campo di concentramento attivo dal 1939 al 1945. Morirono qui oltre 60.000 deportati.

Stutthof
(Polonia). Campo di concentramento attivo dal 1939 al 1945. Morirono qui oltre 60.000 deportati.
Lager Sylt
(Isola del Canale). Campo di concentramento attivo dal 1943 al 1944. Dei circa 1.000 internati, morirono in 460.
Theresienstadt
(Repubblica Ceca). Ghetto e campo di transito attivo dal 1941 al 1945. Morirono in 35.000.
Treblinka
(Polonia). Campo di sterminio attivo dal luglio del 1942 al novembre del 1943. In poco più di un anno vennero sterminati qui oltre 800.000 individui.

Westerbork
(Paesi Bassi). Campo di concentramento operativo dal 1939 al 1945. Raccolse oltre 100.000 prigionieri; sconosciuto il numero delle vittime.


 

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.