SHOAH - L'Olocausto degli Ebrei
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I campi di concentramento e di sterminio del Terzo Reich
Campi di concentramento e sterminio



I LAGER

Il campo di concentramento di Buchenwald (sito ufficiale)

Il campo di concentramento di Buchenwald fu, senza dubbio, uno dei pi¨ grandi in territorio tedesco.
Attivo dal luglio del 1937, inizialmente come struttura concentrazionaria per oppositori politici, qui vi furono internati un totale di 250.000 individui sotto il controllo del gerarca Karl Otto Koch.



Buchenwald non viene ad oggi considerato un campo di sterminio in senso stretto (al pari, ad esempio, di Auschwitz-Birkenau), anche se vi sono testimonianze circa l'esistenza di una camera a gas.



Almeno due sono le caratteristiche rinvenibili nelle dinamiche interne al campo di Buchenwald:
a) un alto numero di vittime con metodologie non sistematiche: morti per stenti a seguito di condizioni di lavoro disumane, esecuzioni sommarie - per le quali fu predisposta un'apposita camera, e morti a seguito di esperimenti para-scientifici e trial clinici (tra il 1942 ed il 1943, 729 internati furono utilizzati come cavie per un vaccino contro il tifo: moriranno in 280);
b) squadre di Kap˛ formate perlopi¨ da "triangoli verdi" (criminali comuni), una forma d'autogestione che non risparmi˛ abusi e barbarie agli altri internati.



Buchenwald fu anche un campo di concentramento femminile: il maggior numero delle prigioniere arriv˛ tra il 1944 ed il 1945 dai campi di Auschwitz, RavensbrŘck e Bergen Belsen.
Il campo fu liberato nell'aprile del 1945 dalle forze alleate, non prima che l'evacuazione forzata da parte dei nazisti (8 aprile 1945) caus˛ oltre 10.000 vittime. In seguito, Buchenwald fu utilizzato dall'Unione Sovietica come campo di prigionia per criminali di guerra tedeschi.

Dal luglio del 1937 si stima che a Buchenwald morirono 56.545 persone.

I campi del Terzo Reich
Arbeitsdorf
(Germania). Campo di lavoro, operativo dall'aprile all'ottobre del 1942. Vi morirono almeno 500 persone.
Auschwitz
(Polonia). Campo di sterminio e di lavoro, operativo per 1.713 giorni, dal 20 maggio 1940 al 27 gennaio 1945. Era composto da numerosi campi satellite, tra i quali Ŕ tristemente noto quello di Birkenau. Vi morirono oltre un milioni di individui.

Bardufoss
(Norvegia). Campo di concentramento reso operativo nel marzo del 1944. Morirono lý circa 250 persone.
Bełżec
(Polonia). Campo di sterminio, attivo dal marzo del 1942 al giugno dell'anno seguente. In poco pi¨ di un anno furono sterminate circa 500.000 persone.

Bergen-Belsen
(Germania). Campo di concentramento operativo dall'aprile del 1943 allo stesso mese del 1945. Solo nel 1945 morirono circa 35.000 deportati, ed altri 30.000 a seguito della liberazione del campo.
Bolzano
(Italia). Campo di concentramento e transito, operativo dal luglio 1944 all'aprile del 1945. Almeno 60 internati vi sono stati uccisi.
Bredtvet
(Norvegia). Adibito a campo di concentramento dall'autunno del 1941.
Breendonk
(Belgio). Campo di concentramento e lavoro, attivo per 4 anni (dal 1940 al 1944). Vi morirono circa 400 prigionieri.
Breitenau
(Germania). Campo di lavoro e concentramento. Nei primi anni '30 fu un campo di lavoro per il "recupero" dei prigionieri; riaperto nel 1940, come campo di concentramento, fu liberato nel 1945.
Buchenwald
(Germania). Campo di lavoro attivo dal luglio 1937 all'aprile del 1945. Vi morirono circa 50.000 internati.

Chełmno
(Polonia). Campo di sterminio attivo in due momenti: dal dicembre del 1941all'aprile del 1943, e dall'aprile del 1944 al gennaio del 1945. Si stimano che vi abbiano perso la vita almeno 200.000 deportati.

Dachau
(Polonia). Il campo di concentramento operativo per pi¨ tempo: dal marzo 1933 all'aprile del 1945. Morirono qui oltre 30.000 internati.

Falstad
(Norvegia). Campo di concentramento operativo dal dicembre 1941 al maggio del 1945. Vi morirono oltre 200 persone.
FlossenbŘrg
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1938 al 1945. Si contano almeno 30.000 vittime.
Fossoli
(Italia). Campo di transito operativo dal gennaio all'agosto del 1944. Vi morirono 67 internati politici.
Grini
(Norvegia). Campo di concentramento attivo dal 1941 al 1945. Vi furono rinchiusi oltre 20.000 prigionieri; sconosciuto il numero delle vittime.
Gross-Rosen
(Germania). Campo di concentramento operativo dall'agosto del 1940 al febbraio del 1945. Almeno 40.000 i caduti.
Herzogenbusch
(Paesi Bassi). Campo di concentramento e transito attivo dal 1943 al 1944. Oggi Ŕ monumento nazionale.
Hinzert
(Germania). Campo di concentramento attivo dal luglio 1940 al marzo del 1945. Si stimano almeno 300 caduti.
Jasenovac
(Croazia). Campo di sterminio, che dall'agosto del 1941 all'aprile del 1945 vide morire 700.000 deportati.
Janowska (Lwˇw)
(Ucraina). Campo di concentramento e sterminio operativo dal settembre 1941 al novembre 1943. dal 1939 al 1944. Sconosciuto il numero esatto delle vittime, comunque stimato attorno alle 100.000 unitÓ.
Kaufering/Landsberg
(Germania). Campo di concentramento operativo dal 1943 al 1945. Moriraranno qui oltre 10.000 internati.
Klooga
(Estonia). Campo di concentramento che dall'estate del 1943 al settembre del 1944 vide morire oltre 2.000 deportati.
Majdanek
(Polonia). Campo di sterminio operativo per 3 anni (1941-1944), dove morirono almeno 200.000 deportati.

Malchow
(Germania). Campo di concentramento e lavoro attivo dal '43 al '45 e dipendente dal campo femminile di RavensbrŘck.
Maly Trostenets
(Bielorussia). Campo di sterminio operativo dal luglio del 1941 al giugno del 1944. Vi morirono tra i 200 e i 500mila deportati.
Mauthausen-Gusen
(Austria). Uno dei campi di lavoro e sterminio pi¨ durevoli nel tempo: dal 1938 al 1945. Morirono qui circa 100.000 deportati.

Mechelen
(Belgio). Campo di transito operativo dal 1942 e funzionale al concentramento degli ebrei per il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.
Mittelbau-Dora
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1943 al 1945. Vi morirono almeno 20.000 internati.
Natzweiler-Struthof
(Francia). Campo di concentramento operativo dal 1941 al 1944. Vide morire circa 25.000 deportati.
Neuengamme
(Germania). Campo di concentramento attivo dal dicembre del 1938 al maggio del 1945. Morirono qui oltre 50.000 persone.
Niederhagen
(Germania). Piccolo campo di concentramento operativo per poco pi¨ di un anno (settembre 1941 - inizio 1943). Dei 3.900 prigionieri, 1.285 morirono qui.
Oranienburg
(Germania). Campo di concentramento di modeste dimensioni. Vi morirono almeno 16 internati.
Osthofen
(Germania). Campo di internamento attivo solo dal marzo del 1933 al luglio del 1934.
Płaszˇw
(Polonia). Campo di concentramento operativo dal dicembre del 1942 al gennaio del 1945. Degli oltre 150.000 prigionieri, persero la vita almeno in 10.000.
RavensbrŘck
(Germania). Campo di concentramento attivo dal maggio del '39 all'aprile del 1945, noto per ospitare donne e bambini. Dei 150.000 deportati, ne morirono quasi 100.000.
Riga-Kaiserwald
(Lettonia). Campo di concentramento operativo dal 1942 al 1944. Circa 20.000 i prigionieri, sconosciuto il numero delle vittime.
Risiera di San Sabba
(Italia). Campo di detenzione e transito reso operativo dal settembre del 1943 al 29 aprile del 1945. Si stima che almeno 5.000 persone morirono nel campo.

Sachsenhausen
(Germania). Campo di concentramento attivo dal 1936 al 1945. Degli oltre 200.000 prigionieri, la metÓ persero la vita.
Sobibˇr
(Polonia). Campo di concentramento attivo dal 1939 al 1945. Morirono qui oltre 60.000 deportati.

Stutthof
(Polonia). Campo di concentramento attivo dal 1939 al 1945. Morirono qui oltre 60.000 deportati.
Lager Sylt
(Isola del Canale). Campo di concentramento attivo dal 1943 al 1944. Dei circa 1.000 internati, morirono in 460.
Theresienstadt
(Repubblica Ceca). Ghetto e campo di transito attivo dal 1941 al 1945. Morirono in 35.000.
Treblinka
(Polonia). Campo di sterminio attivo dal luglio del 1942 al novembre del 1943. In poco pi¨ di un anno vennero sterminati qui oltre 800.000 individui.

Westerbork
(Paesi Bassi). Campo di concentramento operativo dal 1939 al 1945. Raccolse oltre 100.000 prigionieri; sconosciuto il numero delle vittime.


 

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it Ŕ pubblicato con una Licenza Creative Commons.