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C'è un momento storico, ovvero la storia della Palestina dai primi
del '900 a oggi; e c'è un momento contemporaneo,
la Palestina oggi nelle realtà di Gaza e della Cisgiordania.
L'aquilone che ha scalato una montagna (VIDEO)
di Maureen Murphy
(30 gennaio 2013). Fonte: Electronic Intifada
L'aquilone che ha scalato una montagna (VIDEO)

Traduzione in italiano per Shoah-Nakba. (db).

"The Kite that Caught a Mountain", che può essere "L'aquilone che ha scalato una montagna", diretto da Alexander Gaise-Walker e James Altham, è una rappresentazione, unica nel suo genere, della macchina israeliana di occupazione e sfruttamento della terra palestinese. Il cortometraggio è incentrato sulla pratica di distruzione e scavo della terra palestinese, attuata da Israele. Eppure può anche essere visto come una metafora complessiva delle pratiche israeliane di colonizzazione della Palestina.

In "L'aquilone che ha scalato una montagna", un padre e un figlio vengono cacciati dalla propria terra da soldati armati, che sparano verso l'aquilone del ragazzo. La casa di famiglia è distrutta e la terra squartata. Tuttavia la macchina dell'occupazione si scontra con la Resistenza palestinese. Il cortometraggio di animazione finisce così con un'immagine di speranza per il futuro della Palestina.

Il corto è un lavoro della Scuola di Architettura della Oxford Brookers University, mentre la colonna sonora è un lavoro inedito di Philip Glass, uno dei più influenti compositori contemporanei.

L'ente è attivo in una serie di progetti di ricostruzione nel villaggio cisgiordano di Beit Iksa in coordinamento con il gruppo palestinese di conservazione architettonica "Riwaq".


Israele: attività di scavo su terra occupata

Lo scorso anno l'Alta Corte dello Stato di Israele ha adottato un provvedimento che autorizza le compagnie israeliane a scavare e compiere attività estrattiva nella Cisgiordania occupata, in violazione del diritto internazionale che vieta a una potenza occupante di sfruttare le risorse naturali della terra.

Da Eletronic Intifada, febbraio 2012:

"La nuova norma consente all'occupante di fare il più esteso uso della varietà di beni trovati nei territori occupati", citando l'organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din. "Pompare acqua, trasferire reperti archeologici fuori dalla West Bank, utilizzare le aree come discariche per lo smaltimento di rifiuti, vendere immobili pubblici, e altro ancora".

Per Yesh Din la sentenza della Corte Suprema ha creato "una licenza di saccheggio" della Cisgiordania.

Sempre da Electronic Intifada del febbraio 2012:

Le operazione di scavo israeliane in Cisgiordania hanno avuto inizio già alla metà degli anni '70. Si stima che ci sono dieci cave di proprietà israeliana nella West Bank, otto delle quali non sono abbandonate, ma operative. Questi impianti producono ogni anno circa 12 milioni di tonnellate di materiale estratto: la stragrande maggioranza - fino al 94% in alcuni casi - è utilizzata come materiale di costruzione nell'industria edile dello Stato di Israele.

Nel Settembre del 2011 un rapporto pubblicato dal Ministero palestinese dell'Economia e dall'Istituto di Ricerca Applicata di Gerusalemme, ha rilevato che il totale dei costi che gravano sull'economia palestinese a causa dell'occupazione israeliana ammonta a 6,9 milioni di dollari, e solo nel 2010, pari a circa l'85% di tutto il PIL palestinese.

 
©2013. Una realizzazione di Diego Brugnoni. Grafica a cura di Diego Brugnoni e Pietro Gregorini. Shoah-Nakba.it è pubblicato con una Licenza Creative Commons.